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joulain barboteu
Hervé Joulain and Georges Barboteu

A l’occasione degli festeggiamenti per il centenario della nascita di Georges Barboteu, aver realizzato un Cd della sua musica è sicuramente un cosa per te molto personale. Ci spieghi un po il tuo progetto, per piacere? 

Prima di tutto, c’è da dire che in Francia, ogni cornista a un infinita tenerezza ed ammirazione per Georges Barboteu, inclusi quello che non hanno mai seguito lezione con lui, anche la nuova generazione che per forza non ha conosciuto il Maestro. È sicuramente dovuto alla sua grande personalità ed al fatto che è stato talentoso in tanti campi. Duranti i sue studi, ha imparato il corno con suo papa (primo corno nella Radio di Algeri), ma anche il contrabbasso, nel caso di un incidente facendo sport! Poi ha studiato scrittura, armonia, è contrappunto prima di praticare il Jazz presso Martial Solal (ancora vivo, a 96 anni!) 

Arrivando in Francia, farà sua vita tra Parigi è la sua carissima Corsica, sempre molto impegnato a dedicarsi a mille cose. In orchestra tra le migliori formazioni, insegnando in diversi luoghi e corsi estivi, scrivendo musica (non solo per corno), gestendo e partecipando a sessioni di studio per le colonne sonore (al corno oppure fischiando!), facendo parte del quintetto di ottoni Ars Nova, più i Philharmonistes de Chateauroux, gruppo che dirigerà ogni tanto, e ovviamente suonando in solista in tutta l’Europa (concerti ed incisioni)

Sua monipresenza nel mondo musicale aggiunto a suo grande charisma ne fa il numero uno in Francia. Tra di tutto, sua musica partecipa a renderlo un artista leggendario e completo. 

Che importanza a avuto Georges Barboteu nella scuola francese ed in particolare nella tua carriera? 

Tranne il tipico vibrato alla francese della la meta del ventesimo secolo, verrei sottolineare piuttosto le sue vere qualità musicale. In seguito di serie e ricchi studi in Algeri poi in Francia, ha sviluppato un modo unico per trovare una libertà ispirata mentre soffiava in un corno. A proposito, amava cantare e fischiare, prova inconfutabile che cercava una certa facilità nel discorso. 

È difficile parlare dei suoi giovani anni (arriva in Francia intorno al 1940) ma la mia ipotesi è la seguente: come il corno a pistone non è necessariamente l'ideale nella realizzazione del virtuosismo, Georges Barboteu ha dovuto sviluppare la propria via maestra per rendere il suo strumento interessante come un violino, un flauto o un pianoforte.

barboteu w horn

Quando ero piccolo, mi vergognavo di andare in giro con la custodia di corno... Bisogna dire che questo strumento era molto raro nella mia regione e che ero troppo timido per assumere suonare un ottone, di più… scelto da mio nonno! Alla scoperta dei dischi 33 giri (i famosi vinili!) di Ferenc Tarjány, Alan Civil, Dennis Brain, Hermann Baumann, Barry Tuckwell), ho avuto la bella sorpresa di vedere che grazie a Georges Barboteu in Francia, una carriera di solista era immaginabile, quindi suonavo davvero uno strumento... nobile! Sviluppando e affermando uno statuto di solista per il corno (proprio come Maurice André per la tromba), Georges Barboteu mi ha aperto una via reale, dandomi la fede di credere nel mio strumento come solista. Da allora, in 40 anni, ho suonato con 140 diverse orchestre, sono davvero grato al mio ex insegnante! 

La Francia ha avuto molti famosi cornisti/pedagoghi/compositori in passato, credi che Georges Barboteu tiene un posto equivalente a Dauprat o Gallay? 

Sì, certo, e ha il vantaggio di essere arrivato successivamente, approfittando di ciò che avrà imparato dalle grandi figure di cui parli, come Louis François Dauprat (1781-1868), Jacques François Gallay (1795-1864), ma anche François Brémond (1844-1925) un incredibile compositore per il corno. Il signor Barboteu è forse più interessato a scrivere musica da camera che solo a scrivere per il corno. Classificherò in un'altra categoria i numerosi libri o studi tecnici che ha prodotto, pensando che volesse semplicemente aiutare i suoi attuali e futuri studenti a progredire. 

Quale insegnante era Georges Barboteu? Come puoi definire il suo stile e le sue priorità nella sua pedagogia? 

Non dimenticherò mai la mia prima lezione, tanto fu impressionante, partecipando ad uno staggio estivo alla Cité Universitaire di Parigi. C'erano al mio fianco 15 o 20 studenti che il Maestro conosceva già. Da quel momento, ovvio che mi chiese di suonare per primo! Che situazione impressionante di non conoscere il livello degli studenti intorno a te. Nonostante il mio cattivo registro basso, i miei trilli irregolari ed il mio lento staccato semplice, è andato tutto liscio ed il Boss mi ha invitato a raggiungere la sua classe al Conservatorio del Centro di Parigi dal prossimo Settembre! A volte arrivavamo presto per dedicare tutta la mattina a un lavoro tecnico utile e gradito. La maggior parte delle volte, stranamente, facevamo gli esercizi tutti insieme, anche se non consente davvero il controllo di ogni uno. Penso che il nostro professore volesse ottimizzare questo tempo per insegnarci quante più formule e frasi. Per quanto riguarda le solite lezioni, suonavamo naturalmente individualmente e sempre con un accompagnamento di pianoforte. Per quanto riguarda gli immancabili concerti di Mozart (richiesti per qualsiasi audizione), Georges Barboteu era piuttosto direzionale e non faceva a metà, chiedendoci di annotare tutte le dinamiche e indicazioni diverse con la penna a sfera, aggiungendo che sarebbe poi così per tutta la vita!

Probabilmente oggi sarebbe considerata una pedagogia autoritaria, ma penso che volesse solo cancellare i nostri difetti e produrre una versione di base accettabile in ogni circostanza. A proposito delle audizioni, diceva che al primo scrocco saremmo stati squalificati! 

Qual è il suo stile di composizione? Quanto è stato difficile scegliere i brani per il tuo progetto di registrazione? 

Da quando lavoro in onore del 100º anniversario della sua nascita, così tanti pezzi meritano di essere inclusi che ho in mente di realizzare 2 diversi album. I criteri variano tra l'evidenza della scelta di un'opera maggiore e la volontà di dare la possibilità a un brano poco conosciuto o mai registrato. Qui ho scelto principalmente quartetti di corno ed un quintetto per corno e quartetto d'archi. Un eventuale volume 2 potrà offrire più studi o ancora più pezzi da camera per legni, per ottoni, o formazioni più eterogenee come oboe, corno e pianoforte o flauto, corno e arpa. Se questa registrazione trova il suo pubblico, continuerò a condividere musica mai pubblicata... 

Lo stile della musica di Georges Barboteu è cambiato nel corso della sua vita, a cominciare dall'influenza del jazz, non tanto per il lato «improvvisazione» quanto per gli effetti ritmici che ha saputo scrivere, questo aggiunto allo stile Peplum (Noël). Poi G.B. ha scritto la tipica musica da caccia per corno (QuartettoN1, Quartetto N2, Sologne, Flutacoranne, Saisons). L'insieme della sua musica per fiati è accessibile da ascoltare, mixando temi tradizionali o canzoni folcloristici leggeri del XX secolo (Esquisse, Chansonnerie, Prélude et Divertissement, Caricature, Fresque). Dopo alcuni soggiorni a Darmstadt presso Stockhausen, si è dedicato alla musica detta «contemporanea" (Trio pour un Colloque, Formule 6, Fa7, Pièce pour Quentin) poi ha scritto più densamente con sentimenti forti, forse sotto lo stress del dolore fisico, a seguito di problemi di salute. 

In ogni caso, le sue radici mediterranee hanno prodotto una musica piena di spirito, gioia, allegria, umorismo, giocosità... Confermo che il Maestro è stato con noi sempre di buon umore, piacevole e gentile. 

Per coloro che non conoscono bene la musica di Georges Barboteu, e che vorrebbero scoprirla o addirittura comprarne gli spartiti, quali ne sono gli editori?

Quando è pubblicata, in generale i suoi pezzi sono rappresentati dall'editore francese Choudens (casa fondata nel 1945 da Antoine de Choudens). Oggi questa società appartiene al gruppo anglosassone Wise Music Group, che possiede anche Chester Music (Francis Poulenc, Igor Stravinsky). Tuttavia è possibile ordinare la maggior parte delle parti di G. Barboteu presso l'antenna francese di Wise: https://www.wisemusicclassical.com/wmcparis. 

Come vedi l'eredità di Georges Barboteu e riesci a immaginarla nel futuro? 

Sicuramente, con il suo approccio personale davanti ad un opera per corno, e la sua capacità di esplorare ogni modo di cantare, Barboteu ci ha aperto gli occhi sul potere illimitato dell'espressione nella musica. Questa eredità rimarrà, perché è ben nata e basata sul buon gusto, non siamo a gesticolare. Qui si tocca l'immensa risorsa della musica classica che preserva e sviluppa tradizioni stilistiche. Solo con fondamenti seri, un edificio rimarrà stabile e indenne nel tempo. I giapponesi hanno pubblicato in Cd le registrazioni del leggendario flautista Marcel Moyse (1889-1984) e me ne rallegro. La premessa per diventare un musicista professionista è conoscere le diverse scuole stilistiche in tutto il mondo. Ecco perché sento come una responsabilità di promuovere almeno la musica di questo immenso artista. Incoraggio ogni cornista ad ascoltare le registrazioni di Georges Barboteu, che sono sempre uniche e preziose. Prendiamo una lezione su cosa significa essere un interprete…

La tua registrazione contiene particolarità e innovazioni, già perché hai registrato tu stesso tutte le parti di corno. Quali sono state le tue sfide? 

È stato un vero piacere e una grande gioia definire a monte un protocollo di registrazione per raggiungere la qualità voluta, mantenendo la naturalezza di una versione da concerto. Devo ancora confessare che non c'è niente di più piacevole che fare musica con amici, colleghi... o entrambi allo stesso tempo! Il fatto è che non mi era possibile avere al mio fianco tre cornisti per una settimana oltre Reno. Da lì, divenne interessante trovare modi tecnici per imitare perfettamente un quartetto di corni. 

A partire dalla posizione nella sala (nella sala da concerto di Engelbert Schmid -Mindelsaal in Baviera), la delicata posizione dei microfoni per arrivare ad una stereofonia realistica. Poi definire l'ordine di registrazione delle parti, sapendo prima dove fermarsi, suonando o non suonando la prima nota del estratto successivo, quale lunghezza tenere una fermata... Se vogliamo che il respiro si senta, e molte altre domande come l'uso del metronomo in il brano Noël, che di continuo si ferma e riprende! Trovarsi di fronte a certe realtà è stata a volte una vera sfida che mi ha fatto dibattere intensamente con l'ingegnere del suono Hans Lorenzen, ma onestamente devo dire che cambiare voce era così rinfrescante che non mi sono mai sentito stanco o esaurito di suonare. È stato anche molto rassicurante ascoltare parte dopo parte frasi omogenee. Facevamo il montaggio delle 4 voci sul posto, quindi avevo molto tempo libero. Sto già progettando di registrare il sestetto per corno di G. Barboteu!

barboteu cd cover

Cosa vorresti aggiungere o mettere in evidenza? Hai già altri progetti in mente? 

A proposito di Barboteu, il seguente progetto è un altro Cd di omaggio, che include più musica da camera e purtroppo per alcuni, una o due opere senza corno! Per tutti coloro che vorrebbero saperne di più su Georges Barboteu, li invito a regalarsi il mio album, che contiene un bel libretto, dove Pascal Lagrange parla della sua vita, e io stesso di ciascuno dei pezzi del Cd. Il nome Centenaire Georges Barboteu è stato depositato, non per acquisire nulla, ma per proteggermi. Non vedrò mai il bicentenario della nascita di G.B., ma rimango convinto che questo centenario interesserà intorno a noi per un bel decennio! Nella mia registrazione sono orgoglioso di 2 cose: aver avuto l'idea di chiedere a Pascal Proust di armonizzare 2 studi per corno e pianoforte (ho saputo di recente che Mr Barboteu ne aveva avuto l'idea un giorno mentre insegnava!) e di aver immaginato il piccolo bonus alla fine del Cd, che resterà una sorpresa, quindi non dirò altro... 

joulain 190Sono molto grato al Maestro Barboteu per la sua gentilezza e il suo fantastico Trittico per corno e quartetto d'archi (a me dedicato). Un piccolo aneddoto: la prima volta che l'ho incontrato in questo corso estivo, avevo 15 anni ed ero accompagnato da mio nonno. Dopo questo incontro, per tutta la sua vita, Georges Barboteu mi ha chiesto notizie di mio nonno, che memoria! Dal momento che è morto solo all'età di 96 anni, ho dovuto darli notizie molte volte! 

Il fatto di ammirare importanti cornisti del passato, non ci rende cittadini rivolti al passato, possiamo onorarli e portare avanti questi spiriti fuori dal comune, per il nostro più grande bene. Il futuro è entusiasmante... 

Hervé JOULAIN il 20 Marzo 2024